SUPERMAGIC 2020

Torna la Magia di SuperMagic a Roma nella cornice del Teatro Olimpico.
L’avvocato Pannain questa volta apre la XVII edizione servendo un antipasto, raccontando di illusioni.
Non si ha il tempo di mandarlo giù perchè si affaccia sul palco Den Den con i suoi origami. Si animano, si moltiplicano. Come gli applausi.
Dopo di lui in scena trasformismo e simpatia, è il turno di Rudy Coby.
Lascia lo spazio a un’atmosfera più mistica, misteriosa.
Raffaele Scircoli e il suo manichino ti toccano. Nel vero senso della parola. Sono tocchi psicocinetici come pochi. Al suon di una campanella. Fooler.
La palla, ops… la bacchetta passa a Paolo Carta che taglierà in due la sua assistente per portarla in giro per il palco. Divertente il fatto che lei si vendicherà attraversandolo. Letteralmente. Uscendo dal suo stomaco. Sparizioni e apparizioni, tra il pubblico.
Un divano entra in scena. Tuttilifamili ne faranno magia. Animandolo. Più che magia da salotto sarà un salotto magico.
Colombe, pappagalli e Marko Karvo. Una garanzia. Uccelli volteggiano per il teatro. Standing Ovation, cinque minuti di applausi.
I toni cambiano, musica, figure danzanti e assatanate sconvolgono i sonni di Mago Utopia che faticherà e non poco a svegliarsi ancora tutto intatto.
Tutto intervallato qua e là dal close-up di Matteo Franzian tra le file di spettatori. Bella formula. Mi è piaciuta.
Chiude la serata una pioggia di palloni gonfiati. Non è una offesa… Giganti e colorati piombano sul pubblico.
Sfilata finale, ci si vede il prossimo anno.

Che dire: Nessuna obiezione avvocato. Supermagic è una certezza romana.

YOU TOOK ALL MY MONEY

“Mark, nice to meet you again. I would like to say that… you took all my money!”.
“Many thanks my friend. I need your money”.

Sorriso e pacca sulla spalla. Se gli presti un mazzo di carte è capace di rivendertelo. Giuro.
Questo è Mark Mason.

Dopo averlo incontrato a Torino e Saint Vincent eccolo al Circolo Illusionisti di Roma.
In ottima forma, moglie al seguito (come sempre), serve subito l’antipasto.

Un peek d’eccezione. Tanta roba a parer mio.

Poi la conferenza vera e propria, un mix tra dealer show e lecture.

Si parte con un three card monte con sorpresa finale, un classico del suo repertorio.

E poi un book test che alla fine ti fa dire: magia!
Anche se sei un mago. E ne hai visti a centinaia.

Un Matrix ideato per le difficoltà di Wayne Dobson, disarmante.

Del suo(A)CAAN lascio parlare il commento di Mark stesso.
“Con questo ci ho comprato casa”, testuale.
E gli credo considerando che anche David Copperfield gli ha dedicato un tweet.

Per arricchire il piatto eccoti una forzatura (e che forzatura) seguita da un “put and take”, così lo chiama lui.
E il Maestro Silvan si lascia scappare: “the best thing you’ve done”

Il tempo è tiranno. Un ESP test e poi via.
Ma non prima di vendere qualcosa. Ovviamente.

In una parola: Gennnnniale! (come direbbe Mark)

“Mark, you took all my money! “