QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO

In una conferenza magica quasi sempre ci si aspetta un ACAAN sconvolgente, un TNR mai visto prima e magari colombe prodotte dalle scarpe.
Insomma, quando il conferenziere sale sul palco (se cell’hai), l’immaginazione ti fa aspettare effetti sconvolgenti.

E invece, la cosa (quasi) sconvolgente è stata una frase.
Una frase pronunciata praticamente prima di iniziare.
“Non esguirò effetti magici, sicuramente sarete più bravi di me”.
Che poi, sarà vero? Modestaccio.

E allora cosa ci propone questo conferenziere dal curriculum lungo più della fila sulla Salaria alle 8 di mattina?

Qualcosa di completamente diverso.

Un concentrato di conoscenze ed esperienze, d’altronde se sei un attore di teatro e non, se fai musical, se insegni in università, se hai scritto libri, fatto il regista, se hai scritto e diretto artisti di fama internazionale, se hai anche un diploma da ipnoterapista qualcosa la devi pur sapere.

E così è.
Aspetti tecnici, intrattenimento, storytelling, cura della voce, aneddoti.
Chi più ne ha più ne metta.
Si destreggia da vero attore navigato. E ti arricchisce. Perchè la Magia non è solo un mazzo truccato. Come molti pensano.

Ottimo lavoro Davide.

In una parola: Oblivion.

YOU TOOK ALL MY MONEY

“Mark, nice to meet you again. I would like to say that… you took all my money!”.
“Many thanks my friend. I need your money”.

Sorriso e pacca sulla spalla. Se gli presti un mazzo di carte è capace di rivendertelo. Giuro.
Questo è Mark Mason.

Dopo averlo incontrato a Torino e Saint Vincent eccolo al Circolo Illusionisti di Roma.
In ottima forma, moglie al seguito (come sempre), serve subito l’antipasto.

Un peek d’eccezione. Tanta roba a parer mio.

Poi la conferenza vera e propria, un mix tra dealer show e lecture.

Si parte con un three card monte con sorpresa finale, un classico del suo repertorio.

E poi un book test che alla fine ti fa dire: magia!
Anche se sei un mago. E ne hai visti a centinaia.

Un Matrix ideato per le difficoltà di Wayne Dobson, disarmante.

Del suo(A)CAAN lascio parlare il commento di Mark stesso.
“Con questo ci ho comprato casa”, testuale.
E gli credo considerando che anche David Copperfield gli ha dedicato un tweet.

Per arricchire il piatto eccoti una forzatura (e che forzatura) seguita da un “put and take”, così lo chiama lui.
E il Maestro Silvan si lascia scappare: “the best thing you’ve done”

Il tempo è tiranno. Un ESP test e poi via.
Ma non prima di vendere qualcosa. Ovviamente.

In una parola: Gennnnniale! (come direbbe Mark)

“Mark, you took all my money! “


A LUCKY GUY

La prima conferenza del nuovo anno magico spetta a un ragazzone di due metri e mezzo (forse tre) che beve birra tedesca in quel di Monaco.

Denis Behr, bottiglia di Ichnusa alla mano (d’altronde stavolta siamo a Roma), propone la sua ricetta magica: un po’ di Erdnase, un pizzico di Marlo, condito con Tamariz e guarnito con Hugard (e Braue).

Solo come antipasto. Intendiamoci.

Ha anche un assistente: il fido elastico che lui chiama Herbert, nome che ci assicura sia stato scelto in un momento di lucidità. Come se questo lo renda meno strano.

Si definisce solamente “lucky” quando riesce a vincere scommesse e a far uscire carte da ogni dove.

In realtà, in perfetto stile tedesco, è preciso, addirittura anche simpatico, stupisce per la semplicità di carattere e di esecuzione di tecniche avanzate.

Talmente avanzate che vorresti strappargli di mano la bottiglia. E berla d’un fiato. Per dimenticare.

Altro? Si.

Tripla predizione “off hands” e il Santo Graal della Magia: uno shuffled Acaan.

Può bastare.

In una parola (o quasi): Expert at The Card Table.

Gib mir ein Bier.

ICHIEN IWA OMO TOOSU

“Ichinen iwa omo toosu” ovvero “La forza di volontà attraversa anche le rocce” (Proverbio giapponese).

Discepolo della Divina Scuola di Hokuto alla quale appartengono nomi come David Roth, Shoot Ogawa, Geoff Latta, Troy Hooser solo per citarne alcuni, tal Hide (-kazu omissis per ovvie ragioni) Kimoto forse non avrà attraversato le rocce ma qualche chilometro lo ha fatto per esportare a modo suo la cultura giapponese.

Partito piano, quasi impacciato, ha poi sfruttato il famoso propulsore Honda (guarda ‘sti Giapponesi) per imporsi alla distanza.

Conferenza mix: teoria ed esempi concreti. Tou, Zen, Shinto ma anche roba pratica da scaldare le mani.

Slide sparate su un lenzuolo degno dei peggiori motel di Caracas hanno lasciato spazio ad effetti pian piano sempre più sorprendenti.

Carte, poche a dir la verità, hanno affilato le lame ma sfoderando le monete è venuta fuori la Katana.

Tagliente. A tratti mortale.

Monete che apparivano, sparivano, cambiavano posizione, colore. Roba da farti prendere un Moment.

Doppio, come il whiskey.

Mal di testa a parte… un ninja rings da competizione. Come pochi. Probabilmente pochissimi.

In una parola: Samurai.

Arigato.”

UN FRANCESE A ROMA

Mentre Parigi convoca l’ambasciatore italiano dopo gli attacchi subiti in questi giorni dai membri del Governo italiano, Roma decide di chiamare Philippe Molina (Molinà, alla francese, per non alimentare altre tensioni, sia mai).

Il rappresentante della Francia, stavolta, ha dovuto fronteggiare i soci del Ring 204 e quelli del C.M.I di Roma, riuniti in via straordinaria per l’occasione.

A poche ore dalla sua esibizione al SuperMagic 2019 – Alchimie, il prestigiatore d’oltralpe ha sfoderato il suo arsenale fatto di corde, elastici, carte, cubi e tecnologie avvenieristiche.

Semplice, simpatico, disponibile e tecnicamente preparato ha fatto valere la sua esperienza nella Restaurant Magic.

Eseguendo effetti classici che prendono da Williamson passando per Marlo fino a Jennings e Aronson, non è risultato sicuramente il più originale e creativo della categoria ma ha comunque aggiunto dettagli interessanti come la sua “Stratège”, arma potente e sapientemente utilizzata.

Non sappiamo se la conferenza possa aver alleggerito i rapporti tra le due Nazioni ma è stata comunque molto piacevole.

In una parola (o quasi): bien fait.

LA PAROLA RELATORE

Quando mi è stato chiesto di intervenire all’interno dell’evento formativo “Giornalismo, il nuovo presente, tra fake news, deontologia e inchieste online” promosso da Carlo Picozza, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti e responsabile della formazione, una scarica di entusiamo mi ha fatto accettare immediatamente.

Eh si… La parola “relatore”, in fin dei conti, era troppo affascinante.

E affascinante era anche la sfida che mi sono altrettanto immediatamente posto: creare un miscuglio magico-informatico per descrivere il fenomeno delle “fake news”.

Qualcosa che non è proprio del mondo della Magia. Un mondo nel quale, quando si parla di conferenze, si immagina immediatamente un mago di fronte a un gruppo di affamati di sapere che spiega effetti, divulga teorie, ricorda aneddoti che nessun altro può neanche lontanamente immaginare.

Questa volta l’obiettivo è stato ben diverso. Correlare gli studi sulla mente, sul nostro modo di pensare e di agire o reagire a dei precisi stimoli. In poche parole collegare il Mentalismo alla diffusione delle “bufale”.

Qui sotto trovate qualche parola spesa dall’Osservatore d’Italia e il link all’articolo completo

«Piacevole anche la performance di Federico Renzetti, esperto informatico e mentalista il quale con brevi trucchi e coinvolgendo la platea ha dimostrato come sia facile cadere nell’ inganno tra trucchi “veri” e false notizie.»


Giornalismo, il nuovo presente, tra fake news, deontologia e inchieste online

IL CAMERIERE MAGICO

Bicchieri che volano, bottiglie che appaiono, posate che si piegano, formaggi DOP prodotti all’istante, patatine che escono dal menu. E non solo questo. Molto altro.

Vera e propria Magia al servizio di un cameriere.
Increduli si assiste all’impossibile. Che diventa possibile.

Un’idea nata per caso, come l’amicizia dalla quale scaturisce. Un incontro dettato dalle circostanze, dalla vita. Un’intesa che diventa di più. Che pian piano si plasma e scopre interessi e ideali comuni.

E poi quel «Cerchiamo qualcosa che unisca Magia e Ristorazione. Qualcosa di diverso.»
Poi ancora il caso: un papillon. Un grembiule.
E un «allora diamo un senso alla Magia e mettiamola al servizio… del servizio!»

Così, in un ambiente caldo e accogliente, tra una selezione di formaggi, una pizza che aspetta 96 ore prima di arrivare al piatto o una bistecca cotta sapientemente sulla brace si fa strada la Magia.

«Si l’abbiamo trovato!»
Cercavamo qualcosa di diverso e lo abbiamo trovato, grande Amico Romeo.