YOU TOOK ALL MY MONEY

“Mark, nice to meet you again. I would like to say that… you took all my money!”.
“Many thanks my friend. I need your money”.

Sorriso e pacca sulla spalla. Se gli presti un mazzo di carte è capace di rivendertelo. Giuro.
Questo è Mark Mason.

Dopo averlo incontrato a Torino e Saint Vincent eccolo al Circolo Illusionisti di Roma.
In ottima forma, moglie al seguito (come sempre), serve subito l’antipasto.

Un peek d’eccezione. Tanta roba a parer mio.

Poi la conferenza vera e propria, un mix tra dealer show e lecture.

Si parte con un three card monte con sorpresa finale, un classico del suo repertorio.

E poi un book test che alla fine ti fa dire: magia!
Anche se sei un mago. E ne hai visti a centinaia.

Un Matrix ideato per le difficoltà di Wayne Dobson, disarmante.

Del suo(A)CAAN lascio parlare il commento di Mark stesso.
“Con questo ci ho comprato casa”, testuale.
E gli credo considerando che anche David Copperfield gli ha dedicato un tweet.

Per arricchire il piatto eccoti una forzatura (e che forzatura) seguita da un “put and take”, così lo chiama lui.
E il Maestro Silvan si lascia scappare: “the best thing you’ve done”

Il tempo è tiranno. Un ESP test e poi via.
Ma non prima di vendere qualcosa. Ovviamente.

In una parola: Gennnnniale! (come direbbe Mark)

“Mark, you took all my money! “


A LUCKY GUY

La prima conferenza del nuovo anno magico spetta a un ragazzone di due metri e mezzo (forse tre) che beve birra tedesca in quel di Monaco.

Denis Behr, bottiglia di Ichnusa alla mano (d’altronde stavolta siamo a Roma), propone la sua ricetta magica: un po’ di Erdnase, un pizzico di Marlo, condito con Tamariz e guarnito con Hugard (e Braue).

Solo come antipasto. Intendiamoci.

Ha anche un assistente: il fido elastico che lui chiama Herbert, nome che ci assicura sia stato scelto in un momento di lucidità. Come se questo lo renda meno strano.

Si definisce solamente “lucky” quando riesce a vincere scommesse e a far uscire carte da ogni dove.

In realtà, in perfetto stile tedesco, è preciso, addirittura anche simpatico, stupisce per la semplicità di carattere e di esecuzione di tecniche avanzate.

Talmente avanzate che vorresti strappargli di mano la bottiglia. E berla d’un fiato. Per dimenticare.

Altro? Si.

Tripla predizione “off hands” e il Santo Graal della Magia: uno shuffled Acaan.

Può bastare.

In una parola (o quasi): Expert at The Card Table.

Gib mir ein Bier.

ICHIEN IWA OMO TOOSU

“Ichinen iwa omo toosu” ovvero “La forza di volontà attraversa anche le rocce” (Proverbio giapponese).

Discepolo della Divina Scuola di Hokuto alla quale appartengono nomi come David Roth, Shoot Ogawa, Geoff Latta, Troy Hooser solo per citarne alcuni, tal Hide (-kazu omissis per ovvie ragioni) Kimoto forse non avrà attraversato le rocce ma qualche chilometro lo ha fatto per esportare a modo suo la cultura giapponese.

Partito piano, quasi impacciato, ha poi sfruttato il famoso propulsore Honda (guarda ‘sti Giapponesi) per imporsi alla distanza.

Conferenza mix: teoria ed esempi concreti. Tou, Zen, Shinto ma anche roba pratica da scaldare le mani.

Slide sparate su un lenzuolo degno dei peggiori motel di Caracas hanno lasciato spazio ad effetti pian piano sempre più sorprendenti.

Carte, poche a dir la verità, hanno affilato le lame ma sfoderando le monete è venuta fuori la Katana.

Tagliente. A tratti mortale.

Monete che apparivano, sparivano, cambiavano posizione, colore. Roba da farti prendere un Moment.

Doppio, come il whiskey.

Mal di testa a parte… un ninja rings da competizione. Come pochi. Probabilmente pochissimi.

In una parola: Samurai.

Arigato.”